logo
Pubblicato su Chianti Banca (http://www.chiantibanca.it)

Chi Siamo

Tra Banca del Chianti Fiorentino e Banca Monteriggioni 

LA FUSIONE E’ DIVENTATA REALTA’

Firmato a Siena il documento ufficiale dell’unione tra le due banche. Tutti i ‘numeri’ di una nuova realtà, forte e solida al servizio del territorio.

Lunedì 7 giugno la firma, a Siena, del documento ufficiale che sancisce la fusione per unione tra Banca del Chianti Fiorentino e Banca Monteriggioni; mercoledì 16 l’iscrizione al registro delle imprese, con la quale l’atto diventa a tutti gli effetti efficace.  
Il ‘passaggio’ è avvenuto a seguito dell’approvazione ricevuta dalle rispettive assemblee dei soci, che si sono espresse favorevolmente rispetto all’operazione, dando via libera alla fusione.
La realtà che nasce dall’unione tra Banca del Chianti Fiorentino e Banca Monteriggioni è un soggetto solido, affidabile ed in grado di porsi come interlocutore forte per operatori economici, imprese e famiglie di un territorio vasto, che si estende da Firenze a Siena. Un’area storicamente divisa ma che, per la prima volte, la nuova Banca sarà in grado di unire sotto il segno dell’attenzione alle necessità delle comunità locali.
Il nuovo soggetto è composto, in partenza, da una rete complessiva di 28 sportelli, 229 dipendenti, oltre 5.300 soci ed una raccolta diretta pari a circa 1,2 miliardi di euro.
Un nuovo istituto di credito – figlio di due realtà simili come dimensioni e numero di soci, oltre che forti ed economicamente sane – che mette in comune le risorse per rafforzare il posizionamento competitivo, attraverso una presenza ed una diffusione ancora più capillare sul territorio. 


BCC del Chianti Fiorentino: Cenni storici e recente evoluzione

In Toscana, negli ultimi anni del primo decennio del Novecento, la diffusione della cooperazione di credito tocca uno dei punti più alti in termini di numero di Casse costituite.Ed è proprio in questo scenario che nasceva il 18 ottobre 1909, a San Casciano in Val di Pesa, la "Cassa di Depositi e Prestiti", con lo scopo di combattere l’usura e consentire l’accesso al credito ai piccoli operatori economici; una cooperativa di credito ispirata ai principi di mutualità e solidarietà destinata ad accompagnare fino ai giorni nostri lo sviluppo economico e sociale di un territorio nel cuore della Toscana, ricco di nobili tradizioni storiche e di altrettanto nobili vini: il Chianti fiorentino. All’inizio l'operatività non era certo paragonabile a quella attuale; perfino l’apertura al pubblico era limitata alla domenica mattina, quando la gente dei campi non era al lavoro ed aveva tempo per andare in banca, o meglio “alla banchina”, come affettuosamente veniva chiamata la Cassa.
La Cassa negli anni difficili dal 1912 al 1945, nonostante i tempi non favorevoli, riuscì a sopravvivere.
Passata la guerra e gli anni della ricostruzione, la Cassa, con la regolare apertura quotidiana, fu ingrado di presentarsi puntuale alla grande occasione degli anni cinquanta, gli anni della ripresa e del decollo dell'economia italiana.
Nel 1955 a San Casciano fu inaugurata la prima sede di proprietà della Cassa in via Roma 32. Gli anni ’70 e ’80 segnano una nuova crescita della Cassa, che espande la sua presenza sul territorio assecondando la tendenza verso il decentramento produttivo e lo sviluppo del tessuto delle piccole imprese manifatturiere e caratterizzandosi come uno dei principali supporti allo sviluppo locale del territorio in cui opera.
Dall' 87 all' 89 vengono aperte le prime tre agenzie a Sambuca Val di Pesa, Montespertoli e Scandicci. Nel 1990 la Cassa, per meglio significare la raggiunta dimensione comprensoriale, muta la propria denominazione in "Cassa Rurale e Artigiana del Chianti Fiorentino". Negli anni ‘90 l’articolazione territoriale della banca si estende ancora: nel ‘92 viene aperta l’agenzia di Tavarnelle Val di Pesa e nel ‘94 quella di Mercatale. Sempre nel ‘94, per effetto della nuova legge bancaria, la Cassa Rurale ed Artigiana del Chianti Fiorentino diventa Banca del Chianti Fiorentino - Credito Cooperativo.
Si arriva così al 1995, quando viene inaugurata la nuova sede centrale, posta in un edificio di notevole bellezza e funzionalità, dotato anche di un ampio auditorium che la banca mette a disposizione del tessuto economico e sociale per convegni, incontri di informazione e formazione, eventi.
Nel 1998 la Banca del Chianti Fiorentino apre la sua prima filiale a Firenze. In questa apertura al contesto urbano fiorentino, la Banca ha scelto di avere come riferimento territoriale la realtà dei Quartieri che rappresentano, anche per l’organizzazione sociale e di relazioni, una continuità con il contesto storico di riferimento delle comunità locali in cui la Banca di Credito Cooperativo storicamente opera.
Dal 2000 al maggio 2002 la banca consolida la sua presenza nella tradizionale area di operatività: vengono così inaugurate rispettivamente le filiali di Cerbaia, San Donato in Poggio e Martignana. Nel maggio 2002 viene inaugurata la nuova sede della filiale di Sambuca Val di Pesa, una struttura integrata e qualificata da un punto di vista architettonico, dotata di un piccolo auditorium utilizzabile per incontri ed eventi anche per riqualificare la locale area artigianale-industriale.Poi nel 2003 viene aperta la seconda Filiale a Firenze, che insedia nel Quartiere 3 mentre è del 2005 l’apertura di una Filiale a Barberino Val d’Elsa. Nel 2006 viene aperta la terza filiale fiorentina nel Quartiere 5, ed infine, nel dicembre 2008, viene inaugura la quarta filiale a Firenze nella bella sede di proprietà nel Quartiere 2.
La Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino fa parte del sistema “a rete” del Credito Cooperativo italiano. Opera dal Chianti a Firenze con 14 sportelli, conta 20.000 clienti, oltre 3.500 soci, oltre 100 dipendenti, ha una raccolta diretta di 645 milioni di euro, impieghi per 588 milioni ed un patrimonio di oltre 90 milioni che assicura adeguati indici di solvibilità che garantiscono il proseguimento della missione cooperativa:
“Realizzare dal Chianti a Firenze, un’esperienza-banca capace di conseguire la soddisfazione duratura di soci e clienti e trasformare la crescita della banca in crescita del territorio; operando con rigore e senso di responsabilità per lo sviluppo economico, la coesione sociale e la qualità della vita nelle comunità in cui è presente.”


BCC di Monteriggioni: Cenni storici e recente evoluzione


La Banca Monteriggioni Credito Cooperativo viene fondata il 18 Ottobre 1924 per opera di un gruppo di abitanti appartenenti alla comunità di Badesse, un piccolo nucleo abitativo posto nelle immediate vicinanze del capoluogo di Siena. E’ Don Muzzi, figura di grande versatilità che anima lo spirito dei fondatori animati da una precisa consapevolezza: unire le diverse forze espresse dai singoli avrebbe permesso il miglioramento qualitativo delle proprie condizioni socio-economiche.
Le radici sono quelle condivise con il resto dell’esperienza cooperativa delle aziende di credito che sono state costituite per volontà di esponenti appartenenti al mondo cattolico. L’intento di queste iniziative, volute “dal basso”, era quella di combattere una piaga sociale, già per altro molto diffusa, come l’usura. In questo modo si rendeva possibile un duplice riscatto sociale. Il primo era legato alla concreta promozione di rendere “bancabili” soggetti emarginati dal resto del sistema bancario; il secondo effetto era costituito dalla possibilità di dare vita ad iniziative imprenditoriali autonome che promuovevano una microimprenditoria legata ai diversi territori.
La Cassa Rurale Cattolica di Monteriggioni che nasce a Badesse dà respiro al gruppo di fondatori convinti che era necessario promuovere azioni comuni per dare vita ad una minima forma di sviluppo economico basato sulle autonomie dell’auto-imprenditorialità. Non c’era, per fortuna nella comunità di allora, alcuna presenza di forme di usura. La Cassa Rurale viene percepita come un “tesoro comune” che può diventare uno strumento di promozione della comunità in cui gli obiettivi di ognuno si fondono in quelli degli stessi appartenenti a quel territorio. Non è casuale l’appellativo di “banchina” con cui si fa riferimento alla Cassa Rurale. L’uso ed il significato del diminutivo non sminuisce l’iniziativa. Anzi; ne viene esaltata la sua dimensione poiché ognuno può sentire come proprio un qualcosa che fino ad allora non poteva essere nemmeno avvicinato fisicamente. Si realizza una sorta di miracolo sociale che viene “protetto” anche nel nome come un oggetto prezioso per la sua funzione e per l’attaccamento che si genera all’interno della comunità. Sono anni difficili quelli che poi conducono al secondo conflitto mondiale, sia per la debolezza strutturale dell’economia del nostro Paese che per il
regime politico che mal sopportava la presenza delle Casse Rurali. Si trattava di un mondo, sebbene di modeste dimensioni, che sfuggiva alle strette maglie dei controlli amministrativi centrali e che viveva in una dimensione diffusa e capillare in tutto il territorio nazionale.
Un provvedimento del regime del 1937 toglie l’aggettivo “Cattolica” dalla denominazione dell’istituto che diventa Cassa Rurale ed Artigiana di Monteriggioni. L’effetto non è senza reazione. L’allora Presidente del Consiglio dell’amministrazione si dimise dalla carica come significativo gesto di attaccamento alle origini culturali della Cassa.
Le capacità di guida, la sicurezza Don Muzzi consentono alla “banchina” di superare le insidie e le difficoltà del secondo conflitto mondiale. Nella Provincia di Siena molte Casse Rurali non riescono a sopravvivere ed il loro numero si riduce drasticamente.
Nel 1956, Don Muzzi, l’anima “tuttofare” della Cassa Rurale lascia il suo incarico e viene sostituito dal giovane ragioniere Giuseppe Lazzeri la cui energia servirà da impulso allo sviluppo della “banchina”.
L’anno della svolta è il 1962 quando l’attività della Cassa viene trasferita in località Fontebecci, lembo estremo di confine tra i Comuni di Monteriggioni e Siena, dove oggi insiste la sede legale della Banca.
Potremmo affermare che si trattò di una vera decisione strategica poiché lo sviluppo che ne è scaturito è davvero significativo; al punto che, nel 1978, la Cassa Rurale ed Artigiana di Monteriggioni raggiunse il primato della quarta banca (tra quelle di piccole dimensioni) per efficienza a livello nazionale. Un traguardo che dette davvero lustro e che ancora oggi viene ricordato con orgoglio dai dipendenti che componevano l’esecutivo di quel periodo. I risultati imprenditoriali raggiunti convinsero gli amministratori a sviluppare i locali in cui veniva svolta l’attività bancaria e fu acquisito l’edificio che attualmente ospita la sede legale. I lavori di ristrutturazione terminarono nell’ottobre del 1982 e fu inaugurata la nuova struttura che ospitava la filiale e la sede legale. Fu un momento vissuto con
grande orgoglio perché la scelta di 20 anni prima aveva confermato in pieno la lungimiranza delle persone chiamate a decisioni di grossa responsabilità; anche coloro che avevano per qualche momento temuto lo sradicamento della “banchina” da Badesse si ricredettero e furono riempiti di soddisfazioni per i risultati e le risposte che la Cassa Rurale riusciva a dare alla propria comunità.
Nel 1987 la Cassa decide di compiere il primo passo extra “moenia” inaugurando la prima filiale a Colle val d’Elsa procedendo verso il sentiero di sostegno all’economia locale con l’insediamento in un Comune fortemente caratterizzato da un tessuto socioeconomico significativo legato ad attività manifatturiere a carattere artigianale.
Nel 1990 viene raggiunto il centro del capoluogo senese con l’apertura di una filiale posta proprio nel cuore della città a conferma del legame strettissimo con la comunità che di fatto ha permesso la crescita e lo sviluppo di una realtà imprenditoriale nata nelle campagne a ridosso della città. Si rafforza e si salda un legame con la città che ha segnato la stessa nascita della Cassa rurale ed anche a Siena (nonostante la presenza di altre due consorelle) la “banchina” è entrata nel vissuto di tante persone che si avvalgono dei propri servizi; gli interventi anche nel campo sociale ne decretano l’assoluta compenetrazione nei diversi ambienti cittadini. Gli anni novanta sono caratterizzati da un
movimento di espansione territoriale con aperture a Poggibonsi, Castelnuovo Berardenga, ancora Siena, Gracciano (Comune di Colle val d’Elsa), Bellavista (Comune di Poggibonsi) nel rispetto di una vocazione territoriale e mutualistica.
Nel 1994 vengono inaugurati i nuovi locali di Fontebecci. Viene realizzata una nuova sede per accogliere la Filale e l’annesso Auditorium a testimonianza del riconoscimento delle attività sociali ed istituzionali della Banca che nel frattempo è divenuta tale. Infatti, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 385/1993, la denominazione di Cassa Rurale è abbandonata per fare posto a quello di Banca.
Tramonta l’”era” della CRAM e viene sostituita dalla BCCM.
Gli anni duemila sono caratterizzati da un ulteriore sviluppo del presidio territoriale di riferimento.
Nel 2002 viene aperta una nuova filiale a Steccaia (Comune di San Gimignano), località posta a confine tra Certaldo e quello turrita, con forte vocazione imprenditoriale artigiana. L’insediamento in questa zona consente di raggiungere con i servizi della banca anche la parte abitativa di Certaldo.
Nel 2003 viene inaugurata la filiale di Badesse che, dopo 41 anni, accoglie nuovamente la “banchina” in un contesto socioeconomico radicalmente modificato; infatti, l’area che prima era rurale è divenuta nei decenni il centro di molteplici attività artigianali e commerciali della zona Nord di Siena ed il numero di abitanti sfiora il migliaio di unità.
Nel 2007 la Banca decide di oltrepassare i confini della Provincia senese insediandosi ad Ambra nel Comune di Bucine (Arezzo) in un’area territoriale in cui non è presente il Credito Cooperativo a discreta densità abitativa e di presenza artigianale ed agricolo. Nello stesso anno viene inaugurata nel cuore del Chianti, (a Castellina) una nuova filiale con il preciso intento di costituire un importante riferimento per il mondo agricolo della zona che ha una vocazione “naturale” al settore primario datata di molti decenni. Si conferma con questa decisione, in modo netto la strategia della banca cooperativa tesa ad essere soggetto di sostegno, a tutto tondo, del mondo rurale e delle famiglie.
La Banca nel 2008 decide di consolidare la propria presenza nel capoluogo senese ed ottiene l’autorizzazione per l’apertura di due filiali da parte dell’Organo di Vigilanza; la prima viene inaugurata nel centro storico della città a 100 mt da Piazza del Campo. La seconda viene aperta nel 2009 nelle immediate vicinanze di un importante snodo sia di via di comunicazione che di centro abitato ed insediamento commerciale.



URL:
http://www.chiantibanca.it/chisiamo