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Dal territorio
22/06/2017
Con il contributo di ChiantiBanca ecco il “Quaderno del Magistrato delle Contrade”

Una ricostruzione archivistica, attraverso documenti pubblici, manifesti e giornali d’epoca, delle visite a Siena di re Umberto I e della regina Margherita; insieme a questa, il racconto dei rapporti che legarono i Savoia alla città e l’analisi delle sovrane concessioni alle Contrade, quei documenti formali che hanno “incoronato” alcune delle consorelle con titoli e stemmi nobiliari rimasti nell’araldica e giunti fino ad oggi.

Sono questi i temi racchiusi nel volume «Le sovrane concessioni dei reali di Savoia alle Contrade di Siena», terza tappa dei “Quaderni del Magistrato delle Contrade”, edito dalla Casa Editrice il Leccio grazie al contributo di ChiantiBanca e presentato a Siena, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico.

Dopo un anno di sosta, dunque, il Magistrato (l’organo collegiale delle 17 Contrade) riprende, la propria attività di approfondimento di temi antropologici e culturali legati alla storia della città e delle Consorelle, dando alle stampe un libro – 174 pagine di aneddoti, racconti, fotografie firmate da Giordano Bruno Barbarulli e Paolo Leoncini – che affonda le proprie radici in solide ricerche archivistiche e in materiale d’epoca, affiorato tanto dagli archivi delle 17 contrade, quanto da archivi statali, da quello di Roma a quello di Firenze.

Ne ricaviamo un’immersione nell’intricato paesaggio ottocentesco e nella fibrillazione che coinvolse le Contrade e l’intera città al momento della visita dei Sovrani, ma con uno sguardo rivolto costantemente all’era contemporanea, per capire le mutazioni continue cui il Palio si è adattato per adeguarsi ai tempi.

Questo volume – ha detto durante la presentazione, il Rettore del Magistrato delle Contrade, Nicoletta Fabio – dimostra l’importanza del valore storico e della memoria degli archivi di Contrada che hanno aperto, con grande passione e generosità, le loro stanze. Un ringraziamento particolare va a ChiantiBanca per la sensibilità che, ormai da tempo, dimostra nei confronti del mondo contradaiolo.

Tramandare la storia e suoi tesori alle generazioni future – ha aggiunto il vicepresidente vicario di ChiantiBanca, Roberto Mugnaini – è un’attività importante a sostegno della cultura nel senso più ampio; sono proprio queste attività volte al bene comune, come l’accrescimento culturale di una comunità, che vogliamo perseguire con grande impegno. Faremo del nostro meglio per essere sempre più presenti al fianco di questa città.

Sostenere fattivamente iniziative come questa – ha concluso Paolo Piazzini, direttore commerciale dell’istituto – è una volontà chiara della banca ed è anche un segnale che vogliamo lanciare alla città. Gli ultimi mesi sono stati complessi, ma per noi è giunto il momento di tornare a fare ciò che sappiamo fare meglio: essere una banca del territorio e della comunità.