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Dal territorio
16/06/2020
Il modello ChiantiMutua

autore: Giancarlo Landini
Presidente Fondazione Santa Maria Nuova

Da alcuni anni ChiantiMutua sta assicurando il suo sostegno alla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus. Come Presidente della Fondazione sono molto riconoscente per il rapporto continuativo che la Mutua di ChiantiBanca ha voluto mantenere con noi.

La Fondazione Santa Maria Nuova, nata nel 2015 per volontà della Azienda Sanitaria di Firenze, è deputata alla conservazione del patrimonio artistico di Santa Maria Nuova attraverso la gestione del suo percorso museale e alla valorizzazione della storia sanitaria ed artistico-architettonica dell'ospedale. Ma la Fondazione ha anche un'altra finalità che è quella di mettere in rapporto l'Azienda Sanitaria con il proprio territorio e quindi con gli altri ospedali della area fiorentina: San Giovanni di Dio e Santa Maria Annunziata e dopo la creazione della Azienda USL Toscana Centro anche con gli ospedali di Empoli, Prato e Pistoia.

ChiantiBanca e ChiantiMutua, molto attente al territorio, sono il partner ideale per la nostra organizzazione, costantemente impegnata nel sostegno ad una rete di strutture sanitarie che copre una parte importante della Toscana. La Fondazione Santa Maria Nuova va quindi vista come una cerniera fra gli ospedali fiorentini e il loro territorio e ChiantiMutua, collaborando con noi, svolge appieno le finalità per la quale è stata costituita: essere vicina ai cittadini del territorio.

Nella emergenza COVID-19, la presenza della Fondazione Santa Maria Nuova è stata cruciale per gli ospedali. Ha saputo raccogliere le donazioni fatte e metterle a frutto immediatamente acquisendo macchinari indispensabili (ventilatori ed ecografi) e DPI, quando all'inizio ve ne era carenza. E' stato un innegabile successo.

Nell'emergenza coronavirus, pur con grandi difficoltà, gli ospedali hanno retto bene la prova. Si è creata subito una collaborazione multidisciplinare ed anche multiprofessionale con gli infermieri che ha permesso di trattare efficacemente i pazienti e i tassi di mortalità non sono stati particolarmente elevati, anche se il tributo pagato dalle persone anziane è stato alto. I nostri ospedali, che erano organizzati per curare malati cronici riacutizzati, si sono trasformati in pochi giorni in ospedali in grado di trattare pazienti infettivi acuti con un netto aumento dei letti di intensiva e subintensiva che ci ha dato la possibilità di superare la crisi.

Un'organizzazione che vogliamo mantenere anche per il futuro, data la carenza cronica registrata in passato di letti per acuti. E' stato effettuato anche un intervento importante sul territorio, specie nelle RSA, che ha permesso di curare in sicurezza gli anziani all'interno delle strutture sanitarie senza doverli ricoverare, mettendo a punto una nuova organizzazione ospedale-territorio che pensiamo di poter mantenere, se saremo in grado di garantire l'incremento di mezzi e personale.

In definitiva, credo che un maggior finanziamento degli ospedali pubblici da parte dello Stato, associata ad una collaborazione virtuosa con Fondazioni e privati, sia la chiave vincente per affrontare al meglio l'assistenza non solo a livello ordinario, ma anche nelle situazioni di emergenza.