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Dal territorio
08/05/2019
E adesso non fermiamoci

autore: Mauro Focardi Olmi
Direttore Generale ChiantiBanca

CARI SOCI,

siamo arrivati alla vigilia della nostra assemblea annuale che, oltre a essere dedicata alle previste formali delibere societarie, sarà anche un’occasione per poterci incontrare e condividere le prospettive della nostra Banca.

Nel numero dello scorso marzo vi avevo anticipato i risultati che ChiantiBanca ha conseguito nel 2018 e che saranno sottoposti per la vostra approvazione proprio domenica 12 maggio.

Ci eravamo lasciati con il mio impegno ad approfondire le attività organizzative che la banca ha fatto nell’ultima parte dell’anno. E in questo numero cercherò di farlo nel modo più sintetico possibile, oltre a dare alcuni cenni sull’andamento aziendale del primo trimestre 2019.

Se ricordate, gli obiettivi che la banca si poneva erano: incremento della proattività commerciale e riduzione del costo del rischio di credito.

Nella seconda parte del 2018, per raggiungere questi risultati abbiamo introdotto ulteriori modifiche nei processi aziendali.

Dopo la partenza nel maggio dello scorso anno di “ChiantiBanca Imprese”, struttura dedicata alle aziende del segmento “Corporate”, a fine estate ha visto la luce un analogo modello di relazione sui clienti privati e sulle imprese “Retail” con l’obiettivo di essere più vicini e presenti proprio su questi segmenti di clientela.

Nelle filiali di dimensioni maggiori adesso ci sono risorse dedicate prevalentemente ad accrescere la relazione con il cliente cercando così di andare incontro alle sue esigenze.

In autunno abbiamo creato un team specializzato per la gestione delle posizioni di credito “in bonis” che manifestavano qualche segnale di attenzione.

Le aziende sono state suddivise per zone geografiche e assegnate, per la loro gestione, a dipendenti che hanno come obiettivo di evitare che le situazioni si aggravino studiando, grazie alle loro elevate capacità professionali, soluzioni per contenere o risolvere le problematiche emerse.

Queste azioni, che già facevano ben sperare nei pochi mesi di attività nello scorso anno, stanno dando i primi risultati. Il primo trimestre del 2019 ha visto buoni risultati su tutti i prodotti commerciali, in particolare su quelli destinati alla gestione del risparmio, della previdenza e del welfare.

La “raccolta allargata” si è incrementata - rispetto a fine 2018 - di oltre 50 milioni mentre gli impieghi alla clientela, a comprova della vicinanza al territorio, sono cresciuti, sempre rispetto al 31 dicembre 2018, di oltre 15 milioni.

Il numero dei conti correnti è aumentato oltre gli obiettivi di budget.

I crediti deteriorati - gli ormai “famigerati” Npl - sono diminuiti rispetto all’ultimo esercizio di oltre 5 milioni e le relative coperture sono state ulteriormente incrementate. Anche i crediti “in bonis” maggiormente rischiosi sono diminuiti di circa 20 milioni.

Numeri che fanno ben sperare ma, come spesso ripeto ai dipendenti, che ci devono dare più energia ma non far abbassare la guardia.

Il percorso per il completo risanamento è quello giusto ma c’è ancora strada da fare, anche perché non tutto dipende da noi, viste le continue e sempre più stringenti normative riservate alle banche, italiane in particolare.

Come ho già più volte avuto modo di dire, i risultati conseguiti, la fiducia che sentiamo intorno alla banca e il gradimento che dimostra la stragrande percentuale delle persone che entrano in contatto con il nostro istituto, mi fanno essere ottimista sul futuro.

Sperando in una vostra numerosa partecipazione alla assemblea del 12 maggio,

vi saluto cordialmente.

Mauro Focardi Olmi è direttore generale di ChiantiBanca dal 15 giugno 2017. E’ stato direttore generale della Banca Area Pratese dal novembre 2013 al luglio 2016 e vice direttore generale di ChiantiBanca per complessivi sette anni (con inizio nel dicembre 2007, quando fa il suo ingresso nel mondo di credito cooperativo, poi dal luglio 2016). In precedenza, vanta un lunghissimo percorso professionale nel mondo Abi, dove svolge mansioni apicali in tre banche: Banca Nazionale dell’Agricoltura (dal 1980 al settembre 2000), Banca Antonveneta (ottobre 2000-marzo 2007) e Banca Abn Amro (aprile-novembre 2007).